Calcio Altamurano
STORIA DEL CALCIO ALTAMURANO
Quella del calcio altamurano degli ultimi vent’anni è una storia complicata, fatta di pochi alti e molti bassi. Una storia che si rifà ai nomi di pochi personaggi rimasti nella storia dell’Altamura sportiva.
Per ripercorrere le recenti vicende del calcio locale bisogna tornare indietro sino al 1984. L’Altamura, con al vertice l’imprenditore Maggi, staziona nei bassifondi del campionato di Promozione, destinata secondo molti alla retrocessione. Oramai rassegnato, Maggi gioca la sua ultima carta, che alla fine risulterà essere vincente. Si rivolge a Franco Tafuni, roccioso mediano cresciuto nel centro storico della città murgiana, che da quel momento diventa il “presidente-giocatore” del sodalizio biancorosso.
I tifosi della “Mura” ricordano gli anni del presidente Tafuni con nostalgia, definendoli senza timore di smentita come “i più belli”. Dopo essere riuscito a salvare la squadra dalla retrocessione, Tafuni e i suoi ragazzi mettono a segno un impressionante filotto di vittorie. Dall’anonimo torneo di Promozione si passa prima al campionato Interregionale e poi al traguardo storico del professionismo: la serie C2. C’è anche spazio, nel 1988, per arricchire la bacheca biancorossa con la Coppa Italia Dilettanti, vinta nella finale di Senigallia (arbitrata da un giovane Pierluigi Collina da Bologna, poi diventato il guru degli arbitri italiani) grazie ad una rete messa a segno nei tempi supplementari davanti a diverse centinaia di sostenitori altamurani.
Dopo questa cavalcata storica, seguiranno alcune stagioni a buoni livelli in C2 e poi, a causa anche delle ingenti risorse che un campionato del genere richiede, il ritorno nell’attuale serie D.
La seconda promozione dalla D alla C2 arriva nel 1996 grazie al presidente Michele Maggi, che nel frattempo aveva rilevato la squadra da Tafuni, ed al tecnico Eziolino Capuano. In molti dicono che quella dell’ultima promozione in C2 è stata l’Altamura più bella e spettacolare di sempre, tanto da far registrare allo stadio “D’Angelo” picchi di 7000 presenze: un numero di spettatori che è difficile trovare anche in alcune realtà della serie B. Durò poco, però, il sogno biancorosso. Dopo una sola stagione, a causa di alcune contestate decisioni federali, l’Altamura tornò fra i dilettanti, sconfitto “a tavolino” nei play-out dal Marsala.
Da quel momento tante delusioni: retrocessioni, cambi di proprietà e acquisizione di titoli sportivi.
Nascono nel frattempo, rilevando i titoli di altre città, il Real e la Leonessa Altamura, militanti rispettivamente nel torneo di Eccellenza e Promozione pugliese.
Il Real Altamura, dopo aver cercato il salto in serie D in un paio di occasioni, naviga senza patemi nel massimo torneo regionale.
La Leonessa, invece, naufragati i progetti di rilancio della vecchia dirigenza guidata dal solito Maggi e dall’avvocato Siani, è scivolata nel torneo di Promozione riuscendo a far parlare di se solo grazie alla goliardica avventura di una ventina di “apprendisti calciatori” che, due stagioni fa, decisero di onorare il campionato girando tutta la Puglia mettendo in campo solo ed esclusivamente la loro passione per il calcio.






